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Tasse, i lombardi battono tutti: 6 volte più diligenti dei tedeschi

88 pagine pubblicate nel giugno 2011

L’evasione fiscale della nostra regione è bassissima a confronto con altre realtà europee e italiane: siamo nella «top ten» continentale. In Lombardia l’evasione fiscale per residente è pari a un sesto rispetto a quella della Germania, mentre in Calabria è sette volte quella della Grecia. È quanto emerge dalle rilevazioni del Centro Studi Sintesi, pubblicate nell’ultimo rapporto di Unioncamere Veneto dal titolo «Federalismo, Sussidiarietà ed Evasione Fiscale». Il rapporto attribuisce un coefficiente a 201 regioni e 21 Paesi europei, per misurarne l’onestà nel pagare le tasse. E la Lombardia, a quota 1,221, supera non solo la Germania, ferma a 0,19, ma ottiene un valore pari a otto volte la media dell’Austria (0,15) e 14 volte quella del Regno Unito (0,09). Nella classifica nazionale invece i tassi di evasione della nostra regione sono al penultimo posto, superiori soltanto a quelli dell’Emilia- Romagna. Lombardia ed Emilia sono inoltre le uniche italiane a classificarsi nella top ten delle regioni europee con minore evasione fiscale, insieme alle aree metropolitane di Amburgo, Parigi, Londra e Vienna, e ad altre realtà tedesche come Bremen, Nordrhein-Westfalen, Baden-Wurttemberg e Hessen. E se finora per calcolare l’evasione fiscale i rapporti ufficiali di Equitalia si basavano sugli evasori scoperti dalla Guardia di Finanza, Unioncamere Veneto ha deciso di utilizzare un metodo diverso. Ha messo cioè a confronto il reddito dichiarato con alcuni indicatori del benessere reale, come l’accesso a Internet, il numero di auto per famiglia, la crescita del Pil e la popolazione a rischio povertà. E dove il benessere è più elevato del reddito dichiarato, è evidente l’esistenza di fonti di ricchezza «in nero», mentre dove avviene il contrario i margini per l’evasione fiscale si riducono.

La classifica delle regioni più oneste è guidata quindi da Emilia-Romagna (con un coefficiente pari a 1,246), Lombardia, Alto Adige (1,186), Piemonte (1,088), Friuli- Venezia Giulia (0,993), Liguria (0,919) e Toscana (0,847). A metà classifica ci sono invece Lazio (0,804), Veneto (0,772), Marche (0,611), Trentino (0,571), Umbria (0,514), Valle d’Aosta (0,353) e Basilicata (0,277). Mentre possono considerarsi dei veri maestri nell’«arte» di evadere le tasse Abruzzo (0,142), Molise (0,116), Campania (0,106), e quattro regioni addirittura con il segno negativo: Sardegna (-0,02), Puglia (-0,082), Sicilia (-0,1) e Calabria (-0,24). Quest’ultima in particolare ha un’evasione fiscale pro capite pari a sette volte quella della Grecia e alla metà della Romania. Ma non scherza neppure la Sicilia che supera, seppure di poco, i livelli di evasione dei portoghesi, di nome e di fatto anche quando si tratta di pagare le tasse. Non è un caso quindi che, per risolvere quello che è un problema molto diverso a seconda delle regioni, i decreti delegati del federalismo fiscale abbiano attribuito agli enti locali un ruolo di primo piano nella lotta ai redditi sommersi, garantendo alle amministrazioni quote significative del gettito incassato grazie all’emersione del «nero». Ma dal rapporto di Unioncamere Veneto emerge un altro primato positivo della Lombardia: la nostra regione è infatti quella dove, a livello nazionale, la spesa della pubblica amministrazione rispetto al Pil è in proporzione la più bassa. Con un rapporto pari a 32,8%, la Lombardia fa meglio di tutte le altre regioni del centro-nord come Veneto (34,1%), Emilia-Romagna (36,9%), Marche (40,7%), Toscana (40,9%), Piemonte (41,4%) e Lazio (42,5%). Ma soprattutto la Lombardia «doppia» la Calabria dove la spesa pubblica raggiunge il 64,3% del Pil e distanzia nettamente Sicilia (58,3%), Sardegna (57,1%), Puglia (55,7%), Campania (55,6%), Basilicata (55,5%) e Molise (54,8%).

di Pietro Vernizzi, da IlGiornale del 3 agosto 2011

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Lombardia, i nuovi presidi arrivano TUTTI dal Sud

Napoli, Palermo, Foggia, Roma. Sono le città da cui arriveranno i nuovi presidi “lombardi”. Dei 105 posti disponibili in Lombardia infatti solo uno è stato assegnato a un candidato che ha vinto il concorso sopra il Po.

Lombardia, i nuovi presidi arriveranno dal Sud

Napoli, Palermo, Foggia, Roma. Sono le città da cui arriveranno i nuovi presidi ”lombardi”. Dei 105 posti disponibili in Lombardia infatti solo uno è stato assegnato a un candidato che ha vinto il concorso sopra il Po. I restanti 104 arriveranno da altre parti d’Italia, quasi tutti dal Sud.  L’emigrazione degli aspiranti presidi è presto spiegata: basta guardare i risultati dell’ultimo concorso, fatto nel 2006. In Piemonte, come in Toscana, non ci sono candidati in esubero, in Lombardia uno solo, in Sardegna 16. In Puglia hanno invece vinto posti che non esistono in 109, in Sicilia 107, in Campania addirittura 279. Dal momento che in quelle regioni i posti disponibili sono molti meno dei vincitori del concorso, i candidati puntano dritti verso le scuole del Nord. Con il rischio, già denunciato dalla direzione scolastica lombarda, che una volta ottenuto il posto i presidi del Sud chiedano l’assegnazione “provvisoria” nella provincia di provenienza, lasciando in Lombardia cattedre scoperte. Una situazione che Giuseppe Colosio, direttore scolastico lombardo, definisce “anomala e preoccupante. La disparità di giudizio e severità fra le commissioni dei concorsi delle diverse regioni non fornisce garanzie sulle capacità professionali di chi si appresta a guidare le scuole lombarde”. Traducendo in modo meno zuccheroso: i presidi del Sud sono meno preparati di quelli del Nord.
Sulle necessità di correggere le differenze nel reclutamento di personale fra tra regione e l’altra sono d’accordo anche i sindacati. “Per i nuovi concorsi – spiega Renato Capelli, segretario regionale di Cisl scuola – il governo deve prevedere regole certe, che siano uguali in tutta Italia”.

da BergamoNews del10 agosto 2009

Il problema sono le commissioni (PDF)

Nelle scuole arrivano i presidi. Dal Sud (PDF)

Gelmini: giuste le graduatorie su base regionale (PDF)

Via al federalismo scolastico. Più poteri alle regioni e insegnanti legati al territorio (PDF)

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