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Podcast OBELIX, tutti i giovedì su Radio Padania dalle 21 alle 22

Ascolta il podcast della trasmissione dei Giovani Padani del giovedì sera, OBELIX, in diretta sulle frequenze di Radio Padania Libera dalle 21 alle 22 ogni giovedì. Puntata del 31 marzo 2011, in studio Lucio Brignoli e Alessandro Panza, si parla di immigrazione, Europa e dei festeggiamenti per il 150esimo:


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Bossi: “Al Nord vita più cara”

Un Bossi  in piena forma quello che da Ponte di Legno si intrattiene con la stampa. “Meglio lasciare Casini dov’è”, dice il senatur che apre invece a Bersani come interlocutore valido del Pd. Su gabbie salariali e introduzione dei dialetti Bossi non fa mancare il suo appoggio. “I lavoratori al Nord -spiega - devono affrontare un costo della vita più elevato”. Immediata la lapidaria replica di  Iglazio la Russa: “E’ il sole d’agosto”.

Salari territorializzati, insegnamento obbligatorio dei dialetti nelle scuole, federalismo, elezioni regionali. Da ieri nel suo tradizionale buen retiro di Ponte di Legno dove trascorrera’ un periodo di ferie, il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ha parlato a 360 gradi dei temi caldi dell’attualita’ politica. Il ministro delle Riforme che 15 anni fa ci fu l’incontro in Sardegna con Berlusconi che venne immortalato con il leader del Carroccio in canottiera. ”La canotta – ha detto Bossi ricordando quell’estate calda per i rapporti nel centrodestra – e’ una metafora. La Lega e’ diventata un partito forte, un partito che e’ vicino ai  lavoratori. La canotta quindi ha anticipato lo sviluppo che la Lega avrebbe avuto”.

“Casini se ne stia dov’è. Per il Pd bene Bersani”
Manca ancora qualche mese ma gia’ ora il confronto nel centro destra sulle candidature per le regionali tiene banco. Sul tappeto c’e’ la richiesta della Lega di poter indicare un nome (si e’ detto per la Lombardia e in Piemonte). Bossi tiene in stand by Roberto Formigoni. “Fino all’ultimo -ha confermato il Senatur- l’ok non lo diamo. Formigoni e’ un amico che si e’ comportato bene ma fino all’ultimo la partita e’ aperta. L’Udc, invece, sta bene all’opposizione. Bossi non vuol sentir parlare di riavvicinamento. “Lasciamoli dove sono, rompono e basta -ha tagliato corto- in Padania non abbiamo bisogno dei voti di nessuno. I voti li abbiamo e poi mi domando: con l’Udc siamo sicuri poi di poter governare?”.
Un occhio di riguardo lo riserva invece al Pd. Pur non entrando nel merito del dibattito congressuale un giudizio sui candidati alla segreteria lo esprime: lui vorrebbe un Pd con Pierluigi Bersani segretario: ”E’ di Piacenza e conosce i problemi del mondo del lavoro” come dire che con l’ex ministro del governo di centrosinistra un dialogo e’ possibile.

“Il dialetto subito nelle scuole”
Una certezza e’ invece la ferma volonta’ della Lega Nord di portare il dialetto nelle scuole, come materia di insegnamento. “Deve deve essere obbligatorio”, ha sentenziato Bossi, annunciando che ci sara’ un testo di legge ad hoc e che verra’ depositato in Parlamento. Con il ministo dell’Istruzione Mariastella Gelmini non ha mai parlato (“se vuole -ha puntualizzato- in questi giorni puo’ venire qui a Ponte di Legno a parlarne”) e ha poi ricordato un aneddoto che riguarda il padre. “Mio padre ebbe da ridire con un insegnante che non voleva che, noi ragazzi, scrivessimo in dialetto”. ”Non gliele mandò a dire”, ha detto il senatur.

“Al Nord vita più cara”
Prima fra tutte la questione delle gabbie salariali. La terminologia non e’ una variabile da trascurare, ma comunque, per il leader della Lega Nord, conta sopratutto portare a casa il risultato. “Il termine corretto e’ salario territorializzato. Il principio e’ che i lavoratori non arrivano a fine mese, soprattutto al Nord, dove la vita e’ piu’ cara”. Le parole del leader leghista sulle gabbie  salariali e sull’insegnamento obbligatorio del dialetto non sono affatto piaciute al coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa. “Gabbie salariali e dialetti? In agosto si parla di un po’ di tutto. Io posso dire con sicurezza che per legge non imporremo ne’ gabbie salariali ne’ differenze salariali da territorio a territorio. Diverso e’ affidare alla contrattazione territoriale la crescita degli attuali salari, mi pare che questo possa anche uno stimolo. Ma parlare di gabbie salariali -ha concluso la Russa- dipende dal sole di agosto”.

“Partto del Sud? Perché no”
Tornando a parlare di attualita’ politica, il Senatur non si e’ mostrato per nulla intimorito dalla possibilita’ che nasca un Partito del Sud. “A noi -ha assicurato – non creerebbe nessuna difficolta’. La considero una vicenda interna al Pdl”. Ma subito dopo ha sottolineato un principio-cardine della politica. “I partiti non nascono perche’ un gruppo di dirigenti lo vuole ma perche’ lo vuole la gente. La Lega – ha puntualizzato – e’ nata perche’ la gente ha detto basta con Roma ladrona. Non e’ quindi possibile che al Sud nasca un partito perche’ un gruppo di dirigenti lo vuole promettendo che poi fara’ arrivare i soldi in quelle zone”.

Dal TGCOM del 14 agosto 2009

Sicurezza, Maroni: «In calo tutti i reati»

Il ministro fa il bilancio dei 14 mesi di governo:
«La delittuosità in generale diminuita del 13,95%»

ROMA - Tutti i reati sono in calo, dagli omicidi, ai furti e alle violenze sessuali. È un bilancio che non sembra mostrare creoa alcuna quello presentato al Viminale nella consueta conferenza stampa di Ferragosto dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, alla presenza, per la prima volta, del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del ministro della Giustizia, Angelino Alfano. La delittuosità generale – secondo i dati diffusi dal titolare del Viminale Maroni – nei 14 mesi del governo Berlusconi è diminuita del 13,95%, rispetto ai 14 mesi precedenti (quelli del governo Prodi). In calo, gli omicidi (-3,7%), le violenze sessuali (sono state 5.556 contro 6.022, con un -7,7%); i furti (-18,6%), le rapine (-20,4%), le estorsioni (-15,1%) e i reati di usura (-16,1%).

LA LOTTA ALLA MAFIA – Maroni è soddisfatto e parla di «risultati straordinari”, ricordando anche i successi nella lotta al crimine organizzato. In particolare, nell’aggressione dei beni dei mafiosi: in 14 mesi, stando sempre ai dati del Viminale, sono stati tolti ai clan beni mobili e immobili per un valore di 4,5 miliardi di euro e sono state confiscati beni per oltre 1 mld di euro. Sono stati arrestati 235 latitanti (+78%), di cui 11 inseriti nell’elenco dei più pericolosi. Sono aumentati di un terzo (+32%) anche gli arresti (3.315) per reati di mafia. Anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha parlato di un «risultato straordinario» sino ad ora raggiunto dal governo sul fronte della lotta alla criminalità grazie al «combinato disposto» delle norme contenute nel dl e ddl sicurezza: si tratta della «più grande normativa antimafia dai tempi di Falcone in poi».

FONDO UNICO PER LA GIUSTIZIA – Il piano straordinario di lotta alla mafia e alla criminalità organizzata del governo, di cui si è discusso in mattinata durante il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza – ha annunciato Alfano – «vedrà la luce da settembre». L’altro successo rivendicato dal governo e in primis dai ministri dell’Interno e della Giustizia è la costituzione di un fondo unico di Giustizia creato con le somme recuperate. Questo fondo, che è gestito dal Viminale e dal ministero della Giustizia, ammonta a 617 milioni di euro.

SICUREZZA NEGLI STADI - Secondo i dati del Viminale anche gli stadi oggi sono più sicuri: è dimezzato il numero dei feriti civili durante il campionato di calcio 2008-2009 (-52&, rispetto a quello precedente) e tra le forze dell’ordine(-27,5%). È diminuito anche il numero dei tifosi arrestati per episodi di violenza: 137 contro i 292 del campionato 2007-2008 (-53%). Altro fronte sul quale – scorrendo i dati diffusi dal Viminale – si registra un sensibile miglioramento è quello della sicurezza stradale: dall’inizio di gennaio al 31 luglio di quest’anno si è avuto un calo delle persone morte in incidenti stradali(1.419, in calo del 20%) e dei feriti (-11%).

dal Corriere della Sera del 15 agosto 2009

Regioni: il buongoverno abita al Nord secondo Bankitalia + tabelle con dati (PDF)

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