Tagged with Renzo Bossi

Una bandiera per la Lombardia

I Giovani Padani della Lombardia hanno presentato il 30 aprile scorso l’opuscolo Una Bandiera per la Lombardia nel corso della 1° Festa Nazionale del Movimento Giovani Padani al Castello Sforzesco di Milano alla presenza del consigliere regionale Renzo Bossi e del Vice-presidente Andrea Gibelli.

Ascolta l’intervento di Andrea Gibelli (20 minuti):


Il documento, redatto da Massimiliano Capitanio giornalista de La Padania, raccoglie le argomentazioni da cui ha mosso il Gruppo Consigliare della Lega Nord in Regione Lombardia per ottenere l’introduzione di una bandiera per la Lombardia che affianchi l’ormai noto logo della Rosa Camuna.


Bozza dell’opuscolo UNA BANDIERA PER LA LOMBARDIA (30/04/11)

L’iniziativa segue la fortunata intuizione dell’allora Coordinatore Nazionale dei Giovani Padani della Lombardia, Igor De Biasio, che nel 2005 organizzò presso il Senato di Milano il primo convegno sulla Bandiera di San Giorgio come bandiera storica della Lombardia, alla presenza del prof. Ettore Adalberto Albertoni, dell’on. Giancarlo Giorgetti e del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni: http://wp.me/pABLX-dn.

articolo da La Padania del 29 aprile 2011

articolo da La Padania del 3 maggio 2011

articolo da Il Giorno del 1 maggio 2011

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

Una bandiera per la Lombardia: da sogno (2005) a realtà (2011)

Lombardia day e nuova bandiera

Il Consiglio Regionale approva la svolta. Lega: il 29 maggio sia la festa della Regione. Nel vessillo la Croce di San Giorgio

MILANO – Non solo il 17 marzo e i 150 anni d’unità nazionale. La festa raddoppierà. La Lombardia avrà una sua data specifica da celebrare: il 29 maggio, il giorno della battaglia di Legnano e della vittoria dei Comuni contro il Barbarossa. Una festa regionale per digerire il via libera alle celebrazioni dell’«altra» ricorrenza, quella del 17 marzo, il tricolore e i 150 anni d’unità. Una mediazione lunga e complicata. Alla fine, sul progetto di legge numero 33, il compromesso è trovato: via i 200 emendamenti lumbard in cambio di una celebrazione ad hoc e di una nuova bandiera. Che potrebbe essere la croce di San Giorgio magari assemblata con l’attuale stemma regionale, quello della Rosa Camuna. Della nuova festa e del nuovo simbolo si occuperà comunque un comitato di esperti nominato dal Consiglio. «Ma nessuno scandalo: è tutto previsto dall’articolo quattro dello Statuto», sottolineano al Pirellone, presidente Formigoni in testa.

da corriere.it del 2 marzo 2011


Il Carroccio incassa la festa della Lombardia

«Vi sovvien calendimaggio?». «Bah, al momento no». Fino a oggi la stragrande maggioranza dei lombardi risponderebbe così a un redivivo Alberto da Giussano, ma da domani la musica cambia. Merito della Lega, che per ritirare l’ostruzionismo sulla partecipazione della Lombardia ai festeggiamenti per il 150esimo dell’Unità d’Italia ha spuntato in consiglio regionale l’istituzione della festa della Lombardia. Data più probabile: il 29 maggio, anniversario della battaglia di Legnano (1176) già immortalata nel Barbarossa di Renzo Martinelli, lo sfortunato (al botteghino) kolossal in verde. Entro 15 giorni la regione dovrà istituire un «comitato tecnico-scientifico», per studiare la bandiera della regione e «dare piena attuazione alla festa». Quest’anno il 29 maggio è domenica, ma l’anno prossimo? «Per quanto ci riguarda, la festa deve essere con tutti i crismi – spiega Stefano Galli, capogruppo del Carroccio in consiglio regionale – e deve valere per studenti e lavoratori». Proprio come il 17 marzo, che pur essendo una tantum è stato bocciato dai vertici leghisti come «follia incostituzionale». Una contraddizione? Nemmeno per sogno: «Non è mai una perdita di tempo ricordare che cosa hanno fatto i nostri padri lombardi – risolve Galli – e poi noi faremo convegni e studi, non feste e banchetti». Meno convinto il presidente Formigoni: «Non credo proprio», ribatte, e la partita si annuncia incandescente.

da ilsole24ore.it del 2 marzo 2011


Italia 150: Bossi Jr., croce San Giorgio bandiera Lombardia

(AGI) – Milano, 1 mar. – Un progetto di legge per fare della croce di San Giorgio la bandiera della Regione Lombardia. A depositarlo e’ stata la Lega Nord, primo firmatario Renzo Bossi. Nel testo si legge che “la bandiera bianca recante al centro la croce rossa, protagonista di grandi fatti storici e densa di alti valori morali, non puo’ che essere considerata a tutti gli effetti la Bandiera della Lombardia. E’ infatti questa che tradizione vuole si trovasse sul pennone del Carroccio nella battaglia di Legnano nel XII secolo”. Dunque, la Croce rossa in campo bianco, inversione araldica del vessillo imperiale, “era simbolo di affrancatura dei Comuni lombardi, nell’ottica di un’autonomia dalle solide radici. Il tutto e’ stato istituzionalmente riconosciuto con l’adozione del Gonfalone della nostra Regione nel quale viene riprodotto il Carroccio”. Pertanto, il progetto di legge prevede di adottare, accanto al gonfalone e allo stemma, “la bandiera di San Giorgio come Bandiera della Lombardia, disciplinandone nel contempo le modalita’ d’uso e di esposizione permanente; prevedendosi – si legge – l’esposizione della stessa all’esterno e sugli ingressi principali degli edifici pubblici della Regione, degli Enti locali, e degli uffici periferici delle amministrazioni dello Stato”. (AGI)

 

Lombardia: Salvini, Formigoni la smetta di difendere le rose

(ASCA) – Milano, 3 mar – No alla rosa camuna, si’ alla croce di San Giorgio come simbolo della Lombardia. Si gioca su questo fronte il nuovo duello a distanza tra Pdl e Lega Nord in Lombardia, e lo dimostrano soprattutto i toni polemici usati da un leghista doc come Matteo Salvini, europarlamentare nonche’ capogruppo del Carroccio a Palazzo Marino, per rilanciare la necessita’ di cambiare la bandiera regionale. Salvini non ha dubbi su quale debba essere il vessilo regionale: ”La bandiera della Lombardia – sottolinea Salvini in un’intervista rilasciata ad Affaritaliani – e’ la croce rossa su campo bianco. La croce di San Giorgio. Per i milanesi e per i lombardi la bandiera e’ quella”. All’esponente del Carroccio non importa se alcuni imprenditori lombardi giudichino la rosa camuna come un brand affermato e ormai noto in tutto il mondo: ”Ognuno ha le sue idee, quando pero’ vado a Strasburgo o a Bruxelles Milano e la Lombardia sono la croce rossa su campo bianco. Amo la Valcamonica, sono posti magnifici, ci vado da 20 anni in vacanza, ma con tutta la fantasia, sfido un cittadino del mondo ad accostare la Lombardia alla rosa camuna piuttosto che alla croce di San Giorgio”. Il messaggio e’ per il governatore: ”Formigoni si occupi di altro invece che di difendere le rose”. Infine, una frecciatina anche per il coordinatore regionale del Pdl, Mario Mantovani, che nei giorni scorsi aveva espresso diverse perplessita’ sull’opportunita’ di concedere al Carroccio il posto di vicesindaco in caso di vittoria del centrodestra alla comunali di Milano: ”Lasciamo che sia il Pdl a divertirsi con sindaci e vicesindaci. Noi ci occupiamo di altro. Se Mantovani dice cosi’ – conclude Salvini – auguri a Mantovani”.

 

Una bandiera per la Lombardia, Senato di Milano 11 novembre 2005

SCARICA L’OPUSCOLO DEL CONVEGNO IN FORMATO .pdf

 

I giovani padani: bandiera e inno per la Lombardia

LA PROPOSTA: Una bandiera per la Lombardia, e un inno. L’ idea è di Igor De Blasio, il responsabile dei Giovani padani della Lombardia. Ma a Umberto Bossi deve essere piaciuta parecchio, visto che venerdì sarà presente al convegno a cui si sono dati appuntamento i circa 180 consiglieri comunali padani «under 30» per lanciare ufficialmente la questione del vessillo. Secondo i promotori, quest’ ultimo non può che essere la croce di San Giorgio, rossa su campo bianco, quella che compare anche nello stemma di Milano, oltre che di parecchi altri municipi lombardi: era la bandiera, guarda un po, della Lega lombarda che respinse il barbarossa: «Ma non è che vogliamo appropriarci del simbolo – scherza il consigliere regionale Fabrizio Cecchetti – dobbiamo ammettere che esisteva già». mentre l’ eurodeputato Matteo Salvini sottolinea che l’ iniziativa non vuole essere di partito: «Credo che su questo possano essere tutti d’ accordo: e infatti invitiamo a sottoscrivere i nostri progetti di legge anche il sindaco Albertini e il presidente Penati, oltre che esponenti dello spettacolo e dello sporti com Elio e le Storie tese e Franco Baresi». Tra l’ altro, si chiede anche una «bandierina» venga inserita nelle targhe dei veicoli immatricolati in Lombardia. Se per la bandiera l’ idea già c’ è, per l’ inno, spiega De Blasio, «non abbiamo nessuna proposta: lo deciderà il consiglio regionale». Ma la Rosa camuna è destinata alla pensione? «Nient’ affatto – spiega l’ architetto e consigliere regionale Giulio De Capitani – quello è lo stemma, e stemma resterà». Ultima e più impegnativa richiesta, che il futuro Senato federale abbia sede a Milano. Primo test per il pacchetto di proposte dei giovani padani, la presenza o meno del governatore Formigoni al convegno di venerdì.

Cremonesi Marco, pagina 2 del Corriere della Sera dell’8 novembre 2005

 

Bandiera e inno per sentirsi orgogliosi di essere Lombardi

da La Padania del 12 novembre 2005

Albertoni: i colori della libertà

da La Padania del 12 novembre 2005

Formigoni: così daremo più forza alla nostra identità

da La Padania del 12 novembre 2005


Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

Atenei, si cambia

In un decreto presto in consiglio dei ministri il giro di vite del ministro Gelmini sui corsi di studio, docenze a contratto e gratuite

Dal 2010 le università non potranno più barare: dovranno ridurre il numero di corsi e di docenti a contratto, o addirittura senza stipendio. Il decreto è quasi pronto, ora è all’esame del Comitato Nazionale per la Valutazione per un parere tecnico, e il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini vorrebbe presentarlo ufficialmente entro fine mese, o al massimo agli inizi di ottobre. Soltanto le nuove regole sul numero dei crediti dovrebbero prendere la strada del disegno di legge. L’obiettivo è di rendere le novità operative già a partire dal prossimo anno accademico. E operativo, a questo punto, sarà un sistema di controlli legato a precisi parametri numerici: chi non li rispetta, sarà tagliato fuori dai finanziamenti.

Le lauree brevi, il 3+2, hanno mostrato i loro limiti ha scritto il ministro in una lettera agli atenei ma, insieme con la lettera, erano presenti anche le novità in arrivo per superare i problemi degli ultimi anni. Sono contenute in un documento molto duro nei confronti degli atenei e della loro gestione. Negli ultimi mesi il numero di prof senza stipendio era aumentato a dismisura: il ministro non ha mai fatto mistero di non amare nè il proliferare di corsi nè di professori non di ruolo. Con il decreto in preparazione chiederà alle università di aumentare il numero di docenti di ruolo per ogni corso di laurea attivato secondo regole molto rigide. Innanzitutto è stabilito che dal 2010 i docenti di ruolo dovranno essere almeno il 60% e dal 2013 il 70% dei corsi erogati. Vanno considerati solo i professori in servizio e non quelli dei concorsi ancora in itinere per evitare che si attivino corsi sulla base solo dei bandi come è capitato.

Spesso i docenti vanno in pensione per limiti di età, e poi vengono riassunti perché considerati persone di particolare valore nel loro campo. Questo chiaramente limita il numero di posti disponibili per i docenti più giovani: il decreto un tetto di 2 docenti in pensione per ogni corso di laurea, 1 per ogni corso di laurea magistrale e 3 per ogni corso di laurea magistrale a ciclo unico.

A scongiurare il pericolo di prof senza stipendio, esterni o a contratto arriva una formula matematica a calcolare per ciascun ateneo il numero massimo di ore tra i diversi tipi di docenti. C’era un’altra abitudine all’interno delle università: si prendevano in considerazione alcuni ‘sconti’ nella valutazione dei docenti che riduceva il numero di requisiti necessari per reclutarli. Il ministro intende eliminarli del tutto.

Sono diventati noti i corsi seguiti da un solo studente. Non saranno più possibili, promette il ministro. Il decreto aumenterà il tetto minimo di studenti per mantenere in vita i corsi. Ora è di 10 studenti per un corso di laurea e 6 per un corso di laurea magistrale: si attende il parere del Comitato per stabilire i nuovi limiti che comunque saranno prescrittivi: chi non li rispetta si vedrà cancellare il corso.

Non si potrà più stabilire in maniera del tutto autonoma il numero di nuovi corsi di laurea se si tratta di corsi molto simili fra loro. Vi saranno limiti precisi per evitare inutili sovrapposizioni. Per evitare la frammentazione e il proliferare indiscriminato degli insegnamenti nei corsi di studio dovranno avere tutti non meno di 6 crediti. In questo modo si potrà avere anche un parametro comune nella valutazione degli studi tra diverse università e quindi facilitare la mobilità degli studenti da un ateneo all’altro. Per lo stesso motivo saranno previste date omogenee di inizio e fine anno accademico, una diversa valutazione delle ore e dei crediti a seconda del tipo di laurea scelta

Per evitare che le facoltà possano trovare il modo di aggirare le nuove regole il ministero controllerà il rispetto dei parametri fissati, e verranno distribuiti i fondi del finanziamento ordinario soltanto agli atenei in regola.

da La Stampa del 18 settembre 2009

LEGA: COTA, BASTA CON FALSITA’ SU FIGLIO BOSSI

Roma, 16 set. (Adnkronos) – ”Renzo Bossi non ha alcun incarico al Parlamento europeo, ne’ in societa’, ne’ in organismi collegati a Expo 2015 e ovviamente non percepisce neppure un euro. Adesso basta con questa campagna diffamatoria”. Lo dichiara il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota, che aggiunge: “nei giorni scorsi era gia’ arrivata la smentita dell’on. Speroni, ma evidentemente a chi non vuol capire non basta. Cosi come non e’ stato sufficiente spiegare che Renzo Bossi non ha neppure accettato di far parte dell’Osservatorio Expo 2015″.

Altri articoli sull’università:
Università, il fallimento del 3+2 (LaStampa)
Studiare e lavorare, ecco le occasioni per chi è allàuniversità (Corriere della Sera)

Speciale lingue locali:
Dialetto accanto all’inglese nell’istituto fondato da Bossi (IlGiorno)
L’interprete che traduce l’italiano in milanese (LaStampa)
Le lingue e i dialetti dai comuni all’Europa (IlGiorno)
Zaia: i senegalesi parlano veneto come me (IlGazzettino)
La nostra letteratura non si può capire senza i regionalismi (Ilgiornale)

Supplenze e precari nella scuola:
Precari con corsia preferenziale (IlSole24Ore)

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , ,
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 3.786 other followers