Tagged with Sicurezza

Ecco i vigili sui bus

I nuovi mezzi dell’Atb avranno la videosorveglianza
Da ieri gli agenti in servizio sulle tratte principali

Una piccola ovazione. È quella che ha accolto gli agenti della polizia locale per la prima volta in servizio sui bus dell’Atb. Sono stati i vigili stessi a raccontarlo, a fine turno, al comandante Virgilio Appiani. E commenti soddisfatti sono anche quelli raccolti fra i viaggiatori nell’uscita pomeridiana, accompagnata in via eccezionale da fotografi e telecamere. Perché è così: ieri gli agenti hanno per la prima volta effettuato servizio sui pullman.

«Si tratta di una sperimentazione, collegata alla settimana della mobilità. Il nostro obiettivo, una volta raccolti dati e informazioni sul servizio grazie a questo esperimento, è costituire un vero e proprio gruppo di lavoro che si occupi di questo servizio», ha detto Appiani. E che l’intenzione sia dare vita a un servizio strutturato, lo conferma anche l’assessore alla Sicurezza Cristian Invernizzi: «Si parte con l’esperimento sulle linee urbane, i bus non godono di extraterritorialità e vanno evitate aggressioni e reati di cui si è sentito parlare in passato. Per questo l’iniziativa è fortemente voluta dall’amministrazione comunale: in campagna elettorale avevamo assicurato maggiore sicurezza e presidio sul territorio, ora stiamo mettendo in pratica i propositi».

Gli agenti della polizia locale hanno «debuttato» ieri mattina: dalle 10 hanno preso servizio sulle linee Atb, con particolare attenzione alla 2, che è un po’ la principale, perché attraversa tutta la città. «Ma anche le altre tratte saranno toccate, per ora stiamo valutando la fattibilità», ha spiegato Appiani, che alla conferenza stampa di presentazione del progetto era affiancato dal suo vice, Arcangelo Di Nardo. «Un progetto molto positivo, in cui crediamo parecchio, perché è importante che i viaggiatori si sentano sicuri e protetti», ha aggiunto Gian Battista Scarfone, direttore di Atb. Che a sua volta ha annunciato una ulteriore novità: «Come già oggi avviene sui mezzi della Teb – ha affermato –, anche i bus Atb saranno dotati di videosorveglianza. Le telecamere saranno posizionate sui nuovi pullman man mano che verranno acquistati». Il tutto si aggiunge alla collaborazione già in atto con le pattuglie della polizia locale, che hanno un filo diretto con autisti e controllori per intervenire tempestivamente in caso di problemi.

Per ora, comunque, si parte dagli agenti «che – come spiegato da Appiani – svolgono servizio di vigilanza a 360 gradi, esattamente come fossero su una strada o in una piazza». Gli agenti, con la loro presenza, contribuiranno a prevenire aggressioni (già accadute in passato a danni di controllori o viaggiatori), borseggi, controlleranno i passeggeri sospetti, ma non solo. «Sarà garantito così anche un servizio di prossimità alle utenze più deboli. Anziani, persone che si dirigono in ospedale, potranno contare sulla presenza degli agenti», ha detto il comandante.

La sperimentazione prevede due agenti in servizio per turno, appiedati (che quindi saliranno sui bus), con anzianità media (quindi piuttosto esperti della città e delle sue dinamiche). Inizialmente il controllo avverrà durante gli orari non di punta, quelli in cui più spesso viaggiano gli anziani e, appunto, le cosiddette utenze deboli.

«Abbiamo deciso di avviare questa sperimentazione proprio in occasione della settimana della mobilità perché siamo convinti che anche garantire un trasporto sicuro sia mezzo per incentivare l’uso del trasporto pubblico», ha concluso l’assessore.

da L’Eco di Bergamo del 23 settembre 2009

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Immigrati, Bossi attacca il Vaticano

(Ansa)Umberto Bossi giudica come «parole con poco senso» quelle che i vescovi hanno usato per commentare l’ennesima tragedia del mare, che ha coinvolto un’ottantina di immigrati eritrei naufragati al largo di Lampedusa.
«Che le porte le apra il Vaticano che ha il reato di immigrazione – rilancia Bossi dal Cadore – che dia lui il buon esempio».

Secondo Bossi con l’azione del governo gli immigrati «partono molto meno di prima». Il leader del Carroccio ha aggiunto quindi che «bisogna riuscire a fermarli alla partenza se no si prosegue con l’avere un sacco di morti». Per Bossi, infatti, c’è il rischio per troppa gente di mettere a repentaglio «la propria vita per niente perchè quando arrivano qui non trovano posti di lavoro».

Una risposta, indiretta, alle considerazioni di Bossi è arrivata questa mattina. Il Vaticano è «addolorato» per «il continuo ripetersi» delle morti in mare e chiede alle «società sviluppate» di «rispettare sempre i diritti dei migranti» e di non «chiudersi all’egoismo»: lo ha affermato il presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, mons. Antonio Maria Vegliò, in una intervista alla Radio Vaticana.

Tornando alla vicenda dell’ultimo recupero di immigrati nel canale di Sicilia riferendosi anche alle polemiche sulla mancanza di soccorsi denunciata da alcuni dei superstiti, Bossi ricordato l’obbligo della Marina ad aiutare chiunque si trovi in difficoltà in mare, indicando di non credere all’ipotesi che possano esserci state carenze da parte italiana: «Non ci credo – ha detto – non li avranno visti». Riguardo infine alla polemica su Malta, Bossi ha sottolineato che si tratta di un’isola molto piccola: «E’ grande come uno sputo – ha detto – non ci stanno più neppure i maltesi…» affermando, indirettamente, che l’isola non può permettersi di accogliere immigrati.

da IlSole24Ore.it del 23 agosto 2009

Speciale FEDERALISMO da IlSole24Ore del 19 luglio 2009: qui.

Speciale SICUREZZA da IlSole24Ore del 20 luglio 2009: qui.

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Comuni e legge sulla sicurezza, saltano le nozze con immigrati

primi effetti delle nuove norme «Manca il permesso di soggiorno»: a Verona stop a 10 matrimoni su 22, a Bologna cancellate quattro cerimonie

MILANO – A Milano han­no fatto un primo giro di telefo­nate: nove coppie contattate e solo due che confermano la ce­rimonia. A Verona, la città di Giulietta e Romeo, sono già sal­tati dieci matrimoni su venti­due. A Bologna le nozze andate a monte sono almeno quattro. La legge Maroni e l’amore. Niente permesso di soggiorno, niente matrimonio. Nozze già annunciate agli amici, con tan­to di pubblicazione in munici­pio e poi disdette all’ultimo mi­nuto. Oppure, beffa ancora più amara, nel giorno stesso della cerimonia, quando le coppie, ignare delle nuova norma, si ri­trovano davanti al sindaco o al­l’assessore per dirsi sì e si sen­tono invece dire di no.

«Sapete che senza permesso di soggiorno non vi potete spo­sare?». A Milano, in Comune, hanno messo mano al telefono per avvisare chi si dovrà sposa­re il 24 agosto (il servizio in queste settimane è in vacanza). Se la telefonata va a vuoto, par­te anche una raccomandata con ricevuta di ritorno. Sorpre­sa, stupore, sconcerto, rabbia. Il mix di sentimenti dall’altro capo della cornetta, racconta­no i funzionari, è questo. Due coppie rinunciano subito, evi­dentemente non sono in rego­la. Altre cinque prendono tem­po, chiedono spiegazioni per poi rimanere in sospeso. Da due sole arriva la conferma: «Siamo in regola, noi il 24 sare­mo marito e moglie». Va meglio a Torino: sabato otto agosto è entrata in vigore la legge Maroni con relativo diktat nuziale. Venerdì sera partono le telefonate e l’indo­mani, davanti all’ufficiale giu­diziario, si presentano ben quattro delle cinque coppie straniere o miste. Una sola ri­nuncia, nel primo giorno d’ap­plicazione della norma. Se ne riparlerà a settembre. Pochi chilometri di distanza, Novara, e il dato torna a farsi rilevante: in soli cinque giorni sette ma­trimoni saltati, ma una coppia ha annunciato ricorso.

La legge parla chiaro e non ammette ignoranza. Il proble­ma però sono le pubblicazioni fatte mesi fa, prima che il pac­chetto sicurezza diventasse leg­ge. I grandi Comuni, nel mezzo di questa fase transitoria, han­no scelto di muoversi da soli, arrangiandosi, in pieno agosto, nel tentativo di risparmiare brutte sorprese ai potenziali «nubendi». «E senza che ci fos­se un preciso obbligo contenu­to nella legge», sottolineano i dirigenti comunali milanesi. Un gesto di cortesia, insomma. A Bologna sono già state can­cellate quattro cerimonie di al­trettante coppie straniere. A set­tembre la brutta sorpresa po­trebbe piovere su un’altra qua­rantina di promessi sposi. «Una norma ridicola e di pura propa­ganda, che ostacola chi si ama e non ferma il fenomeno dei ma­trimoni di comodo», ha tuona­to all’Unità il vicesindaco pd Claudio Merighi. Nozze di co­modo, l’escamotage di sposare cittadini/e italiani/e o comunita­ri/ e per guadagnare la cittadi­nanza italiana.

Giudizio oppo­sto a Milano. Dice l’assessore Stefano Pillitteri: «Da noi il fe­nomeno delle nozze tra egizia­ni e romene ha avuto dimensio­ni davvero preoccupanti. Que­sta legge ci aiuterà a stroncare il racket». Da dire, però, che c’è un altro passaggio della legge pensato per scoraggiare i matri­moni «finti»: il tempo necessa­rio per ottenere la cittadinanza italiana, una volta celebrato il matrimonio, è stato prolungato da sei mesi a due anni. Flavio Tosi, sindaco leghi­sta proprio di Verona, è del partito degli entusiasti. Salte­rà anche qualche matrimonio d’amore? «Pazienza. Anche perché bisogna pensare inve­ce a tutti quelli di comodo che saranno cancellati». La ragion di Stato prevale: «Abbiamo sa­nato un’anomalia tutta italia­na: il matrimonio è un atto di stato civile. Come si può im­maginare che un clandestino possa accedere a un servizio di questa natura?».

dal Corriere della Sera del 17 agosto 2008

A proposito delle polemiche sulla lingua locale e l’inno d’italia vi segnalo alcuni interventi tratti dai quotidiani di ieri che aiutano a capire che, al di là degli strali dei leader di partito, esiste un dibattito vero su questi argomenti:

Burlando: corsi di dialetto nelle scuole (PDF)

Dialetti studiati come lingue antiche per riscoprire città e campagne (PDF)

La canzone delle Marche scritta da Allevi. I Lumbard: l’ha voluta il centrosinistra (PDF)


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